Santa Caterina – Come vetro: fragile ma attraversata di luce!

Donna di Carattere
Caterina nasce in una famiglia modesta e molto numerosa a Siena, tra 24 fratelli. Si dice spesso che lei sia stata “destinata da sempre” all’incontro con Dio. Una mattina infatti, quando aveva solo sei anni, mentre camminava con uno dei suoi fratelli, si immobilizzò sulla strada alla vista di qualcosa di grandioso. La sua prima visione mistica di Gesù, Pietro, Paolo e Giovanni, sopra una chiesetta di campagna, la scosse profondamente eppure non la spaventò. Da quel giorno lottò con tutte le sue forze per professare la sua Fede, contro tutto e tutti, anche la sua famiglia. Suo padre le vietò di avvicinarsi a Dio e represse la fede di Caterina che però, intanto, stava diventando una giovane donna.
Caterina aveva ormai 16 anni e, come era usuale per ogni donna della sua età, era arrivato il momento di compiere un passo importante. Suo padre aveva organizzato per lei un matrimonio combinato.
Lei, che continuava in segreto a vivere la sua fede, decise di compiere un gesto estremo per seguire i suoi ideali fino in fondo: tagliò i suoi lunghi capelli, al tempo simbolo di bellezza, per impedire le nozze.
Scappò in un monastero chiedendo di poter entrare nell’ordine delle suore Mantellate ma venne respinta perché troppo giovane e senza dote.
Delusa, vedendo il suo sogno affievolirsi, tornò a casa.

Sposa innamorata
I giorni per Caterina passavano lenti e mentre la mamma tentava di distoglierla dal suo sogno tenendola occupata con i lavori di casa lei, come ogni adolescente, cercava di rintanarsi nel suo posto sicuro, lontano dalla sua famiglia che in quel momento non la capiva. Si chiuse nella sua stanza che aveva reso essenziale e creò in quell’ambiente, e soprattutto dentro di sé, la Cella interiore, un luogo dove poter stare con il suo unico vero amore: Dio.
Durante una delle sue contemplazioni nella Cella interiore, quando Caterina aveva circa 20 anni, diventò moglie di Cristo, unica Sposa a tutti gli effetti. Il Signore le donò un anello per sugellare la sua promessa per sempre e lei lo indossò per tutta la sua vita. Un giorno il padre entrò in stanza e la colse in preghiera con una colomba che le volava sul capo, capì che quello di Caterina non era un capriccio, ma qualcosa di reale.

Amica appassionata
Da quel giorno Caterina non trovò più ostacoli da parte della sua famiglia. Poco dopo però si ammalò gravemente e quasi in punto di morte tentò di nuovo l’ingresso nell’ordine delle Mantellate che, vedendola in quello stato non poterono rifiutarla. Lì cominciò a rendersi conto di tutte le difficoltà che avrebbe incontrato lungo il cammino: guarì, ma la vita di convento era molto dura, Caterina infatti non era in grado di leggere e scrivere e provò ad impararlo per tre anni senza avere ottimi risultati. Capì allora che imparare ad esempio la Messa in Latino non la faceva sentire utile: ancora una volta doveva seguire il suo cuore e dedicare la sua vita ai poveri e agli ammalati che per lei erano il simbolo di Cristo sofferente. Cominciò a camminare per le strade di Siena in cerca di ammalati da accudire e così molta gente cominciò a seguirla e assisterla. Nacque così l’Allegra Brigata: un gruppo di persone di ogni sesso e ceto sociale che si adoperavano per aiutare il prossimo.

Madre e Serva umile
Caterina cominciò così il suo periodo più attivo con la Brigata. Nonostante la sua giovane età, tutti cominciarono a chiamarla Mamma per il suo modo affettuoso e sincero di essere al fianco dei bisognosi come una madre con i suoi figli. Comincia intanto a sentire che aiutare i bisognosi della sua città non le basta più, inizia così a predicare pubblicamente per portare la Pace in ogni luogo. Cominciò a dettare a delle sue consorelle delle Lettere piene di ardore, di Fuoco e passione, per mandare messaggi, anche oppositivi talvolta, ai Governanti di varie città e anche al Papa e alla Chiesa che Caterina criticava per non essere abbastanza vicina ai bisognosi. Cominciò ad essere chiamata a partecipare a importanti convegni e riunioni a Firenze, Roma ed anche in Francia dove si recava rigorosamente a piedi.

Fragile e forte
Era così appassionata da voler donare a Servizio della Chiesa anche il suo stesso corpo. Mangiare era diventato per lei superfluo ed era invece sempre assetata d’acqua e d’amore. Si nutriva della sua Fede e delle sue azioni di bene, traeva la forza dal prossimo. Cominciò a rendersi conto che si stava prosciugando per amore e cominciò così ad incontrare tutti i suoi figli spirituali lasciando raccomandazioni sul da farsi.
Il 29 Aprile del 1380, a 33 anni, Caterina si spegne raccomandando la sua anima a Dio. Sulla sua tomba, a Roma, è scritto
“Si fece carico dello zelo per il mondo moribondo”
Caterina fu una donna esile, fisicamente fragile come il vetro, eppure la sua fragilità fu simbolo della sua immensa forza interiore e della sua volontà di donarsi completamente, anima e corpo ai bisognosi.
La sua vita invece fu tutto fuorchè fragile, Caterina è stata una donna illuminata, attraversata di Luce, così tanto da colorare il mondo ovunque abbia mosso i suoi passi.